Giovanna d'Arco

Il sole splendeva alto sopra la mia testa mentre marciavamo verso Compiègne con la mia armata di valorosi uomini al mio fianco. “Avanti, compagnia!” esclamai.
La mia voce risuonava forte e chiara, spinta dalla fede che mi accompagnava. “La nostra causa è giusta, e Dio è con noi!”. Sentivo l’adrenalina scorrere nelle mie vene, e le speranze di liberare la Francia dall’oppressione inglese ci univano.

Ma la battaglia si trasformò rapidamente in un incubo. La frenesia dei combattimenti ci sopraffece, e i Borgognoni, con i loro occhi pieni di odio, si chiusero attorno a noi come una tempesta in arrivo.
“Ritirati! RITIRATI!” urlai, ma il suono delle spade e il clangore delle armature coprivano le mie parole. Vidi un amico cadere, e il mio cuore si strinse in un pugno di angoscia. In un attimo fui circondata e catturata.
Quando mi portarono via, il mondo attorno a me si offuscò.
“Sei solo una strega, Giovanna!” mi sussurrò uno dei miei carcerieri con un ghigno malefico mentre mi trascinava verso il castello. “Ti farò rimpiangere ogni istante della vita”.
La mia mente era un turbinio di panico e confusione, ma una parte di mesi rifiutava di cedere.

La cella in cui mi rinchiusero era umida e buia. I muri erano sporchi, e il fetore di sudore e urina era insopportabile.
“Dove sei, Dio?” pregai in silenzio, cercando conforto nell’oscurità. Ma la mia fede sembrava lontana, come un sono svanito. Ogni giorno, i miei carcerieri si avvicinavano, le loro risate maligne risuonavano nel corridoio. Il primo giorno, un brutale guardiano entrò nella mia cella con un sorriso crudele. “Ti sei mai chiesta cosa ti aspetta, strega?” chiese avvicinandosi con un’aria di trionfo. “Sei qui per soffrire”. Tentai di resistere, ma lui afferrò il mio braccio con forza, e il dolore si diffuse come un fulmine. “Non puoi scappare”, continuò, i suoi occhi brillavano di sadismo. “Ti piegherò come ho piegato le tue compagne”.

“Non ho paura di te!” urlai, cercando di mantenere la mia dignità, ma la mia voce tremava. La sua risata riempì la cella mentre si avventava su di me. “Hai tutto il motivo di avere paura,” sibilò. E così, il primo assalto fu come un uragano che spazzava via ogni speranza. La violenza che subii in quel momento fu inenarrabile, e il mio spirito si spezzò, anche se una piccola fiamma di resistenza si mantenne viva.
“Ti piegherò strega,” ripeteva nei giorni successivi, e ogni volta he entrava nella cella, portava con sé il peso della brutalità. “Pensi di essere un simbolo? Ti mostrerò cosa significa essere ridotta a niente.” La mia mente si riempì di domande: “ Perché mi fanno questo ? Ho solo cercato di servire Dio.”

Ogni giorno, le torture divennero più crudeli. “ Ritratti , e ti risparmierò,” mi proponeva un inquisitore, mentre io lottavo contro la nausea e la vergogna. “ Sei una minaccia per la Chiesa e per il re,” disse con tono gelido. “ Le tue visioni sono solo illusioni.”
“ Le mie visioni sono la voce di Dio!” risposi, cercando di mantenere un briciolo di dignità.
 “Non potete spegnere la mia fede.” Ma le sue parole furono un colpo secco. “ La fede non ti salverà ora. Nessuno ti crederà.”

Il giorno seguente, la guardia tornò, e il suo sguardo era affamato di violenza. “ Hai qualcosa da dire?” chiese, avvicinandosi. “ Le tue parole non hanno più valore, strega.” Tentai di rispondere, ma il dolore mi bloccava la gola. “Quando finalmente sarai bruciata, ricorderò queste parole,” continuava, godendo della mia sofferenza.
In un momento di disperazione, pregai: “ Signore, dammi la forza.” Ma la risposta che ricevetti fu solo un silenzio opprimente. Eppure, anche nel buio più profondo, una parte di me resisteva. Ogni mattina quando il sole sorgeva, pensavo alla mia gente, ai miei compagni di battaglia, e il ricordo della mia missione mi dava la forza di andare avanti.

Il giorno della mia condanna arrivò. Mi portarono in un’aula buia, dove i giudici sedevano come avvoltoi. “Giovanna d’Arco,” iniziò il giudice con voce solenne “Sei accusata di eresia e stregoneria. Cosa hai da dire per la tua difesa?” Le parole pesavano come macigni. “ io non sono una strega!” gridai. “Io sono la serva di Dio!”
“ Le tue azioni dicono il contrario,” ribatté un altro giudice. “Hai indotto gli uomini alla ribellione, e per questo sarai punita.” La mia mente si ribellava contro l’ingiustizia, ma la mia voce tremava di paura. “ Io ho solo cercato di liberare la mia patria!” urlai. “Non posso ritrattare la mia fede!”

“Non ti crediamo,” disse uno dei giudici, il suo sguardo duro come la pietra. “La tua vita finisce qui.” E così con queste parole, il mio destino fu segna. La mia anima si sentì sollevata e, contemporaneamente, schiacciata.
Il giorno della mia esecuzione si avvicinava. In prigione, la mia fede divenne la mia unica ancora. “Sei una coraggiosa,” mi sussurrò una compagna di cella. “Ma non cedere. Non lasciarli vincere.” Le sue parole mi scaldarono il cuore.
 “ Non ho paura della morte,” risposi, “ ma della vita che mi è stata rubata.”

La notte prima dell’esecuzione, mi inginocchiai e pregai. “Gesù, prendimi,” sussurrai con il cuore colmo di fervente fede. “Fa che il mio sacrificio abbia un senso.” Sognai di combattere ancora, di liberare la Francia, e il mio spirito si eresse più forte delle catene che mi tenevano prigioniera.

Il giorno del rogo, la folla si radunò e il fumo si levò nel cielo grigio. “Bruciatela! Bruciatela!” gridavano i miei nemici. “ Sei solo una strega!” Le parole risuonavano come un eco di condanna, ma il mio cuore era colmo di pace.
“ Gesù, prendimi!” urlai mentre le fiamme si avvicinavano, e in quel momento, sentii il calore avvolgermi.
“Sei solo una vittima”, sussurro la guardia, ma io ero molto più di questo. La mia anima si liberava al di sopra del dolore, e le fiamme non avrebbero potuto spegnere la luce che brillava dentro di me. “Il mio sacrificio vivrà per sempre!” fu il mio ultimo pensiero mentre il fuoco consumava il mio corpo.

E mentre il fumo si alzava nel cielo, sapevo he non sarei stata dimenticata. La mia vita, il mio dolore, le mie sofferenze, sarebbero diventate un simbolo di speranza per la Francia. “Io sono Giovanna d’Arco,” pensai mentre la mia anima si tirava libera, “ e non saranno mai in grado di spegnere la mia luce”

Loki 

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