Il respiro di Venezia: Capitolo Quarto
Capitolo Quarto Conflitto Interiore La notte veneziana sembrava sospesa in un tempo indefinito, il suo silenzio amplificato solo dal lieve sciabordio dell’acqua che accarezzava le fondamenta. Camminavamo uno accanto all’altra, io ed Elena, con un ritmo lento, come se entrambi cercassimo di ritardare l’arrivo di qualcosa. La città intorno a noi era quasi vuota, le calli deserte e i ponti illuminati solo dalle fioche luci dei lampioni. Venezia, di notte, è un luogo di riflessione, quasi una cornice perfetta per quei pensieri che durante il giorno si ha paura di affrontare. Ogni passo risuonava con un’eco leggera, un sottofondo discreto ai miei pensieri che, ancora una volta, si erano intrappolati in una spirale di ricordi. Non ero sicuro di cosa provasse Elena in quel momento, ma percepivo la sua inquietudine. Era come se la città, con i suoi vicoli stretti e l’odore salmastro del mare, risvegliasse in lei qualcosa di antico, di doloroso. “Ti senti bene?” chiesi, spezzan...