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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025

Domenico Valiani e il palazzo di famiglia

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Orvieto, 1920 Il vento soffiava tra le vie di Orvieto come un lamento antico. Il Palazzo Valiani si stagliava sulla città, un gigante di pietra scolpito dal tempo, silenzioso e imponente. La luna illuminava la sua facciata con un bagliore spettrale, facendo danzare le ombre sulle mura come presenze in attesa. Mi avvicinai alla porta d'ingresso con un senso di inquietudine. Ero cresciuta tra queste stanze, eppure quella notte il palazzo sembrava diverso, quasi… vigile. Attraversai il vestibolo e mi incamminai lungo i corridoi, il suono dei miei passi attutito dagli antichi tappeti. L'aria era densa di polvere e ricordi, e ogni angolo sembrava celare un frammento della storia della mia famiglia. Ma io sapevo che non era una storia qualunque. Avevo trascorso giorni a esaminare vecchie carte, lettere ingiallite, mappe consumate dal tempo. Ogni indizio mi conduceva a un'unica conclusione: mio avo Domenico non aveva costruito il Palazzo Valiani per mero prestigio. C'era un se...