Sono le cinque di un mattino autunnale..
Benché l'autunno a Roma non esiste, stamane sembrava che avesse la brezza dell'ultimo respiro di vento estivo....
Quel vento che apre le porte ad uno sprazzo di autunno per poi passare ad un inverno feroce.
Roma apre i suoi occhietti appena sorge l'alba.
É una meraviglia poter assaporare le strade del centro della Capitale ancora semivuote ed insonnolite.
Percorro il lungotevere Marzio; occhiali scuri, trucco quasi svanito, capelli rossi scompigliati e una sigaretta tra le dita che fumo svogliatamente.
Percorro la strada e mi vengono in mente le storie che ho ascoltato questa notte: le gioie ei pianti di persone disperate o felici per un episodio della loro vita; i vaffanculo tirati per rabbia.
Gente smarrita, triste o felice.
Questa è la mia vita.
Scappata da una famiglia dell'alta borghesia romana, un po' addormentata e piena di polvere.
Una famiglia dove mi ha insegnato ad essere libera nelle mie scelte ma non troppo.
Non si sono mai scrollati di dosso quella loro polvere di prigionia e di vecchiume. Fortunatamente quel modo d'esser antichi non è stato mai trasmesso né a me né a mio fratello.
Entrambi abbiamo proseguito strade diverse da quelle che ci avevano indicato i nostri genitori, anzi nostro padre.
Mio padre era un avvocato severo, con un volto simile a quello dei quadri nobiliari del Regno d'Italia; mia madre era figlia di notai. Una donna prigioniera del suo mondo così ostico e vecchio. Lei che amava la vita, la mondanità, la giovinezza di quel tempo e , soprattutto, poter studiare.
Voleva esser qualcuno nel mondo, una donna libera. Invece le toccò un matrimonio deciso a tavolino. Vivevano gli anni '80 sulla loro pelle ed erano prigionieri dei loro genitori come negli anni venti.
Athos, mio fratello, con tutte le sue forze decise di non seguire le orme paterne e si mise a studiare architettura. Uno studio che lo portò a lavorare in America.... Devo ricordarmi di chiamarlo.....
Ed io..... Io.....
Ero e sono, tuttora, la pecora nera della famiglia. La zingara di cuore e di testa; la vergogna di mio padre che voleva che diventassi una brava moglie sforna figli, e l'amore grande di mia madre che mi sorride perché sono sfuggita da questo sistema.
Sistema di cosa poi..... Fuggire dall'antico? Fuggire dalle idee convenzionali perché fa piacere avere un povero cristo da far nascere? Il sistema di fidanzarsi con chi dice tuo padre perché conosce il figlio di un suo amico..... Magari uno che puzza di naftalina e di vecchio.
Magari sembra apparentemente tutto occhialuto e preciso nel suo lavoro ma nel tempo libero é un pedofilo che si fa le seghe al bagno con un giornale di playboy.
Ho scelto di studiare psicologia, viaggiare un po' nel mondo.
Decisi di cosa voler fare della mia vita, intrapresi la carriera di giornalista radiofonica.
Ho 40 anni e non ho nessuno. Non sono innamorata e non credo all'amore.
Arrivò a casa, nella mia bella zona di Ponte Milvio/Flaminio.
Poso la borsa, butto le scarpe qua e là e mi butto di tonfo a letto.
Meritato riposo...
-Continua...-
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